Sicurezza a bordo

Aggressione sul bus a Montale, autista chiuso in cabina

Una persona in evidente alterazione ha minacciato il conducente, rimasto fermo per circa venticinque minuti prima dell’arrivo dei militari

Aggressione sul bus a Montale, autista chiuso in cabina

Un conducente di Autolinee Toscane è stato aggredito durante l’ultima corsa serale della linea 25, il collegamento tra Pistoia e Tobbiana. L’episodio è avvenuto intorno alle 20.40, quando il mezzo si è fermato nella piazza di Montale. A bordo non c’erano altri passeggeri e il servizio era ormai prossimo alla conclusione.

Alla fermata attendeva una sola persona. Dopo essere salita, l’uomo ha detto di non avere il biglietto. Il conducente gli ha quindi chiesto di scendere, ma la situazione è rapidamente degenerata. Secondo il racconto dell’autista, il passeggero, apparso in evidente stato di alterazione, ha iniziato a colpire con calci e pugni la porta che separa la cabina di guida dall’area destinata ai viaggiatori.

L’attesa nella cabina di guida

Il conducente, Pasquale Auriemma, ha spento il mezzo e si è chiuso nella postazione di guida. Per circa venti minuti è rimasto fermo mentre l’uomo continuava a inveire, minacciarlo e tentare di raggiungerlo. Auriemma ha chiamato i carabinieri, temendo che l’aggressore potesse avere un’arma o utilizzare altri oggetti per fare del male.

La scena è stata ripresa dalle telecamere interne dell’autobus e anche da un breve video realizzato dallo stesso conducente. Un collega presente all’esterno e alcune persone affacciatesi dalla piazza hanno assistito ai momenti di tensione. L’autista ha riferito che l’uomo avrebbe continuato a sferrare colpi senza riuscire ad accedere alla cabina.

L’arrivo dei carabinieri e la denuncia

Quando i militari sono arrivati, il conducente è riuscito a scendere dal mezzo. Secondo la sua testimonianza, anche i due carabinieri intervenuti avrebbero avuto difficoltà a contenere l’uomo. Auriemma è stato accompagnato al pronto soccorso, dove gli sono stati assegnati cinque giorni di prognosi. Non ha riportato ferite visibili, ma ha parlato di un forte stato di choc.

L’autista ha dichiarato di voler presentare una denuncia formale per le minacce ricevute, comprese quelle di morte e l’avvertimento che avrebbe subito altre conseguenze se fosse stato nuovamente incontrato sulla stessa linea. Nel suo racconto ha inoltre sostenuto che episodi simili si sarebbero verificati anche su altre linee cittadine nel corso di settembre, sollevando il tema della sicurezza del personale viaggiante.