Rifiuti e impianti

Montale, il Pd chiede una consultazione ampia sul termovalorizzatore

Assemblea dem boccia piano Ato e revamping, invocando modalità di voto accessibili anche nel weekend.

Montale, il Pd chiede una consultazione ampia sul termovalorizzatore

L’assemblea degli iscritti del Partito Democratico di Montale ha approvato all’unanimità un documento sul futuro del termovalorizzatore. Al centro della posizione politica ci sono il no al piano dell’Ato, che prevede un nuovo impianto con una capacità doppia rispetto a quello attuale, e il rifiuto dell’ipotesi di revamping, cioè il potenziamento o il rinnovamento dell’impianto esistente mantenendone invariata la capacità.

Il Pd chiede inoltre che la consultazione popolare annunciata sul destino dell’area sia organizzata in modo da garantire la più ampia partecipazione possibile. Nel documento si sollecita una valutazione delle modalità di voto e degli orari, con la possibilità di utilizzare lo Spid o la carta d’identità elettronica, oltre a prevedere forme alternative di consultazione. Qualora queste soluzioni non fossero praticabili, gli uffici comunali dovrebbero rimanere a disposizione anche il sabato e la domenica.

La posizione sull’impianto

La linea approvata dall’assemblea distingue tra la non contrarietà ideologica al termovalorizzatore, considerato ancora necessario per la chiusura del ciclo dei rifiuti, e la forte critica al piano dell’Ato. Secondo il Pd, il progetto si fonderebbe su presupposti concettualmente errati e in contrasto con i principi della tutela ambientale e dell’autosufficienza dell’ambito territoriale ottimale.

Il documento considera non percorribile anche la soluzione intermedia del revamping dell’impianto nella sua attuale consistenza. Per gli iscritti dem, questa ipotesi contrasterebbe con la posizione storicamente assunta dal partito e dalle amministrazioni comunali di centrosinistra sulla gestione del sito e sulla sua prevista dismissione.

Nel testo viene ricordato che, sin dal 2024, anno inizialmente indicato per la chiusura del termovalorizzatore, l’obiettivo politico era la riconversione dell’area verso funzioni di minore impatto ambientale, pur restando nel settore dello smaltimento dei rifiuti. La proroga di cinque anni decisa dai Comuni proprietari, secondo il Pd, avrebbe dovuto consentire la ricerca di una soluzione impiantistica coerente con questo indirizzo, anche attraverso il bando promosso dalla precedente Giunta regionale.

Infine, l’assemblea ha espresso solidarietà agli eletti in consiglio comunale e ha chiesto che il confronto pubblico nelle assemblee cittadine si svolga nel rispetto della correttezza, delle regole e del decoro istituzionale. Ai consiglieri comunali iscritti al Pd o vicini al partito viene affidato il compito di farsi portavoce della richiesta di una consultazione realmente accessibile e capace di registrare una partecipazione significativa.