Mascia Cecchi, consigliera comunale di Montale e componente del Comitato per il Sì al termovalorizzatore, contesta gli esiti dell’assemblea pubblica promossa il 30 settembre dal comitato Io non Cisto. Al centro dello scontro ci sono le conseguenze sanitarie attribuite alla presenza dell’impianto e i dati citati durante l’incontro.
La contestazione sui dati
Secondo Cecchi, il dibattito sarebbe stato condizionato da una rappresentazione allarmistica dei termovalorizzatori, descritti come impianti pericolosi per la salute. La consigliera sostiene invece che si tratti di normali impianti industriali e respinge quella che definisce una campagna di disinformazione condotta dal comitato contrario.
Nel corso dell’assemblea sarebbero stati riferiti numeri relativi a mortalità e malattie, con l’ipotesi di un eccesso di decessi significativo rispetto alle medie provinciale e regionale. Sarebbe stato inoltre segnalato un aumento delle patologie tumorali anche tra le persone con meno di 50 anni. Il Comitato per il Sì chiede però di conoscere l’origine delle cifre e le fonti utilizzate per elaborare queste valutazioni.
Il rapporto tra impianto e patologie
La consigliera mette in discussione anche il nesso causale tra la presenza di un termovalorizzatore e l’incidenza dei tumori o dei decessi per malattia. A suo giudizio, per rendere il confronto utile e corretto nei confronti dei cittadini, chi critica questi impianti dovrebbe indicare con precisione la provenienza dei dati e il metodo con cui sono stati analizzati.
La posizione del Comitato per il Sì è quindi quella di chiedere maggiore documentazione sulle affermazioni emerse durante l’incontro pubblico. Il confronto tra i due comitati resta aperto e riguarda sia la sicurezza degli impianti sia l’interpretazione dei dati sanitari riferiti al territorio.